“Il colore tocca l’anima dello spettatore”

Giugno 2013

Le porte della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia si apriranno per ospitare le opere di un pittore che ormai da anni vive ed opera nella nostra città. Si tratta di Paride Bianco, veneziano di origine, ma livornese d’adozione. L’artista avrà l’onore di vedere esposti alcuni suoi quadri a Palazzo Merati, nel Padiglione del Museo M.A.C.I.A. sotto il patrocinio dell’Ambasciata della repubblica di Costa Rica, in occasione della 55esima edizione della Biennale d’Arte, evento di grande richiamo, che si terrà a Venezia dal prossimo 1 giugno al 24 novembre.

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CRITICA

Tutta la ricerca di Paride Bianco si può datare dalla visita alla Guggenheim negli Anni Settanta, dov’erano esposte “La vestizione della sposa” e “L’antipapa” di Ernst.

A Venezia, come del resto in Italia, il frottage e il grattage non erano le esperienze tra le più seguite, cosicché dal ’68 all’’85 prevale in Paride Bianco una produzione di opere di un espressionismo astratto – con prestiti baconiani – come “Uomo della borghesia” acquisto della Galleria di Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Venezia, nel 1971, o nel “Don Chisciotte” e di “Agosto a Roma” entrambi di collezioni private.“Copio Max Ernst, ovvero riprendo la sua esperienza e la faccio mia” afferma l’artista.

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